Draglesque... Boylesque... Burlesque...

"Io non sono cattivo... ma mi disegno così!" Marcel de Vie
(libera interpretazione di una storica citazione di Jessica Rabbit)

mercoledì 25 gennaio 2012

Burlesque: "Curve assassine e sorrisi di fuoco"

di Vanessa Bozzi

In un libro storia e racconti di un genere ancora poco conosciuto.

Fonte: www.burlesque.it

Tutti ne parlano, tutti sembrano conoscerlo. Qualcuno lo ha definito intrattenimento porno-soft, per altri si tratta di una forma moderna e succinta dell’avanspettacolo di una volta. A quanto pare, intorno al Burlesque c’è ancora oggi, molta confusione.

Ed è forse proprio per cercare di fare luce su un fenomeno esotico e di tendenza che Attilio Reinhardt - Ambasciatore del Burlesque nel nostro Paese e co-fondatore di BurlesqueItalia insieme a Roy Rotherr-Schford - ha scritto il libro "Burlesque. Curve assassine, sorrisi di fuoco e piume di struzzo", edito da Eumeswil.

Il libro, primo saggio italiano a trattare l’argomento,descrive in 160 pagine la storia del Burlesque dagli albori ai giorni nostri, attraverso epoche e continenti. Reinhardt racconta dei primi spettacoli in Gran Bretagna, alla fine del 1800, in cui i poveri si prendevano gioco, burlandosi, dei ricchi attraverso artiste poco vestite, cabaret e numeri di prestigio. Un genere di intrattenimento molto amato dal pubblico dell’epoca, ma destinato a non durare. Già negli Stati Uniti degli anni '30 gli spettacoli diventarono più piccanti, le ragazze sul palcoscenico erano più svestite e gli incassi aumentarono vertiginosamente, il che portò a un incremento dei numeri delle stripteaser a scapito di quelli di comici o di illusionisti.

Era nato un genere, che sopravvisse fino agli anni ’70 quando l’avvento dell’hard core - che lasciava poco spazio all’ironia e alla fantasia - e che soppiantò i più morigerati burlesque show. La rinascita avvenne negli anni '90 in piena frenesia vintage, trasformandosi in pochissimo tempo in una vera ondata che sopravvive oggi più che mai con il nome di Neo-Burlesque.

Il libro non è solo una descrizione su nascita, ascesa, declino e risurrezione di questo seducente genere teatrale, ma presenta al lettore anche la cultura e i protagonisti del Burlesque, con interviste a performer internazionali, approfondimenti sui "casi italiani" e fotografie a colori. Il libro che rappresenta una tappa quasi obbligata nel percorso professionale di Reinhardt che sembra avere questo genere nel sangue.

L’autore infatti è anche è anche presentatore di numerosi spettacoli di BurlesqueItalia Live Show durante i quali - armato della sua inseparabile pipa - intrattiene il pubblico con ironia sofisticata, racontando aneddoti piccanti sul genere ed esperimenti da fachiro.

da www.nannimagazine.it  pubblicato l' 8ottobre2008

Tre è mel che One


da www.youtube.com - brucemcintosh43

martedì 24 gennaio 2012

Attilio Reinhardt 

Nel 2006 ha creato www.burlesque.it, il primo sito italiano dedicato alla storia e alla cultura di questo genere di spettacolo, diventato in breve tempo un punto di riferimento obbligato per chi apprezza lustrini e piume di struzzo.


Nel 2007 Attilio Reinhardt ha fondato BurlesqueItalia, un progetto per portare nei locali e nei teatri italiani spettacoli burlesque di qualita’, ispirati alla tradizione americana e inglese, con performer nazionali e internazionali.


Nello stesso anno ha collaborato con Burlesque Artists for Peace: un progetto video ideato dall’artista newyorkese Lola Ramona e realizzato con un eterogeneo gruppo di performer burlesque da tutto il mondo, tra cui – unici italiani – Attilio Reinhardt e gli artisti legati a BurlesqueItalia.


In quel periodo Nello stesso anno ha inizito la sua attività di presentatore burlesque, conducendo gli spettacoli con stile elegante e ironia sofisticata, in una performance fatta di chiacchiere col pubblico, aneddoti gustosi e battute piccanti.


Dal 2008, per due stagioni, è stato il presentatore fisso delle serate burlesque delConnie Douglas di Milano. Tra gli spettacoli a cui ha preso parte, anche le edizioni estive del Burlesque Garden 2009 (con Eve La Plume) e 2010 (con Angie Pontani) e il Milan Burlesque Award 2010, primo premio italiano dedicato al burlesque internazionale. Da settembre 2011 conduce il Gran Varietà Burlesque, dinner show mensile del Salone Liberty di Milano. Tra gli impegni in programma nel 2012, la conduzione della seconda edizione del Milan Burlesque Award.


Ha scritto di burlesque su testate come Playboy, FilmTV, La Danza, e altre riviste.


Nella primavera del 2009 è uscito il suo libro, il primo in italiano dedicato a questa forma di spettacolo: Burlesque. Curve assassine, sorrisi di fuoco e piume di struzzo!


Attilio Reinhardt. Ph Agnès Weber, www.penombre.it


da www.burlesque.it 

mercoledì 18 gennaio 2012

Se il Karma raddoppia

di Adriano Santoro

Come un ibrido essere mitologico, sdoppiato e unito allo stesso tempo, così il Velvet Cabaret  del Micca Club, nella serata  del 27 gennaio 2012, dalle 19.00 in poi, unirà il burlesque alle drag queen. Scintillanti paillettes,  leggiadre  piume, ciglia posticce, collant, corpetti e  trucchi perfetti si mescoleranno al desiderio di togliere ogni accessorio superfluo per la semi-nudità sottesa dal burlesque. Drag e burlesque: due generi per certi aspetti tanto diversi - e che qualche purista dell’uno o dell’altro non confonderebbe mai – ma che, uniti da frizzi da lazzi e da tanti tanti brillantini, daranno vita al Draglesque delle gemelle drag Karma B.  E il Velvet Cabaret diverrà per una sera Vivaladiva: una spettacolare serata liberamente ispirata ad atmosfere hollywoodiane dove la polvere di stelle farà da padrona. Velma K (Drag Singer), Sophie D'ishtar (Burlesque Diva), KastaDiva (Drag performer) le altre stelle che saliranno sul palco di queste draglesque folies.
Nei numeri burlesque forse le drag queen toglieranno piume, bustini, tacchi, guepiere… Ma ciglia e rossetto? Assolutamente no! meglio la morte all’apparire struccate! Magari durante il playback di Dalida che implora il desiderio di voler “mourir sur scene”.
Oooh! Ma tutto questo non è struggentemente, favolosamente, hollywoodianamente bohemienne?

Venerdì 27 gennaio 2012.
Ore 19.00 Draglesque: aperitivo con performance + spettacolo
Dalle 23.00 Friday I’m in Love: Dj Set con Luzy L. & Corry X
Ingresso 10 euro in lista / 15 euro non in lista. BUFFET + DRINK INCLUSI fino alle 21,30




immagini dai canali myspace e facebook di Karma B

da www.adrianosantoro.blogspot.com  pubblicato il 18gennaio2012

domenica 15 gennaio 2012

Boylesque: uomini in un mondo di donne

di Attilio Reinhardt


DandywOlly sul palco del Burlesque Garden 2010. Ph Alida Reinhardt

Dopo i tanti eventi segnalati in questi mesi, questa volta ci dedichiamo ad una piccola riflessione riguardoun fenomeno che, in Italia, è ancora alle sue fasi iniziali, ma che senz’altro è degno di attenzione: il boylesque.

Se le artiste burlesque, in termini pratici, s’ispirano talvolta allo stile circense, metaforicamente ogni esibizione burlesque cammina in bilico su un filo: quello che ha ai suoi limiti da una parte la sensualità e dall’altra l’ironia; sotto tale filo, c’è tutto quello che è bene evitare: la volgarità, la banalità, l’eccesso. In mezzo, purtroppo, non c’è nessuna rete di protezione.

Una posizione scomoda per le artiste burlesque e forse ancor più per gli artisti loro colleghi, i boylesquer.


Se per una donna, sul palco, sottolineare la propria naturale sensualità è un rito che coinvolge anche il trucco e l’abbigliamento, per un uomo – tradizionalmente meno abituato a mettere in evidenza artificialmente le sue caratteristiche seduttive – l’attività del boylesque comporta una serie di rischi.

Il peggiore è l’effetto spogliarellista dell’8 marzo: da evitare come la peste, in quest’ambito, perché rischia di avvicinare pericolosamente la parodia (il neo-burlesque) al suo originale (lo spogliarello, appunto), creando quella confusione di cui spesso è oggetto questo intrattenimento. Un altro rischio è quello di sfociare nel drag show: un tipo di spettacolo che spesso corre su binari paralleli a quelli del neo-burlesque, ma che è più anziano di esso, oltre ad avere una diversa e precisa identità. Terzo rischio: eccedere l’aspetto ironico, buttandola proprio sul comico e lasciando totalmente da parte la componente sexy.


Alan DeBevoise.

Personalmente, ferma restando la gravità del confondere il neo-burlesque con lo strip da night, ritengo assolutamente accettabili gli altri due rischi (chiamarli errori sarebbe troppo) di cui sopra, anche perché sono difficilmente evitabili. Basta pensare ai diversi artisti boylesque che, in giro per il mondo, sono perfettamente integrati nella scena neo-burlesque proponendo esibizioni divertenti e, spesso, di grande intrattenimento spettacolare.

Tigger (anzi: Tigger!), per esempio, è il primo artista ad aver vinto il premio come Mr. Exotic Worldall’americano Burlesque Hall of Fame Weekend, l’Oscar del burlesque: un boylesquer che ha alle spalle una solida esperienza come attore teatrale, ma che è nei panni (talvolta femminili) a base di lustrini che dà il meglio di sé.

Le esibizioni di un suo collega, Roky Roulette, hanno invece una maggiore concentrazione di testosterone, sempre e comunque smorzato da note ilari: la sua abilità nello spogliarsi saltando ininterrottamente con un pogo stick è incredibile, ma sono anche notevoli certi suoi travestimenti, come quello da Colonel Sanders (fondatore e immagine della catena di fast food Kentucky Fried Chicken).

Cito volentieri anche The Evil Hate Monkey, un folle personaggio vestito da scimmia (da non confondersi conGorilla X) che lavora in coppia con Trixie Little, mettendo in scena numeri tra acrobazia e burlesque dal forte contenuto comico, quasi fumettistico.

In Italia sono soprattutto due (ma non sono soli), i boylesquer che stanno lentamente unendo le loro forze a quelle delle più numerose colleghe:

Il primo, in termini di anzianità sul palco, è DandywOlly, nato al romano Micca Club come buffo assistente delle artiste del locale, passando attraverso il ruolo di coprotagonista degli act, fino ad avere dei numeri tutti suoi, sempre originali e di successo.

Con lui, Alan DeBevoise, assistente del sottoscritto sul palco del milanese Connie Douglas, dotato di un formidabile alter ego boylesque che lo sta facendo diventare sempre più richiesto anche in questo ruolo.

Insomma: la via è irta di difficoltà, ma di posto ce n’è, quindi fatevi vivi, aspiranti boylesquer.


da www.burlesque.it pubblicato il 26agosto2010

Chi ha incastrato...Scotty?


da www.youtube.com - woodshopfilms

Dear Bear...


da www.youtube.com - thedoctorofrock


da www.youtube.com - WaterlooBoz

Generi in...contaminati!


da www.youtube.com - canaldragqueen

venerdì 13 gennaio 2012

Roma capitale dello spogliarello soft
Torna il Burlesque Festival


di Doriana Torriero


Dal 15 al 18 dicembre le migliori artiste nel 
club che lanciò in Italia il genere: non solo nudi,
ma coreografie e cultura del bello.
E l'ironico intrattenimento conquista nuovi teatri


Suri SumatraSuri Sumatra
ROMA - Piume paillettes e gambe nude. Roma torna ad esere la capitale del Burlesque. Inizia giovedì 15 dicembre (fino a domenica 18) la settima edizione del Festival più atteso della stagione, la festa dello spogliarello soft al Micca Club. Contemporameamente al Nuovo Teatro Colosseo di Roma debutta Grace Hallblack la stella del Burlesque made in Italy, tra le protagoniste della terza stagione di Paspartù, fortunata jam session teatrale. Tutti i venerdì al Teatro Arciliuto (nei pressi dell'Arco della Pace) c'è lo spettacolo delle ragazzi di «Lady Burlesque» la fortunata trasmissione di Sky. Serata d'eccezione all'Atlantico Live che già raccoglie le prenotazioni per «An evening of Burlesque», spettacolo della grande e ormai famosa Chrys Columbine - più volte definita la Dita Von Teese britannica - che il prossimo 2 febbraio introdurrà una serata con Amber Topaz, Kiki Kaboom, Miss Hotcake Kitty e Ginger Blush.
Grace HallblackGrace Hallblack
GESTUALITA' AMMICCANTI - Tutti conquistati dal Burlesque: gli uomini incantanti dalle gestualità ammiccanti, le donne per carpirne anche i segreti più reconditi. L’arte della seduzione, quest’anno, è passata anche attraverso la televisione di milioni di italiani grazie a Claudia, trentenne napoletana entrata nella casa del Grande Fratello, che ha esibito le sue qualità di ballerina del Burlesque in ogni istante della sua breve, ma esuberante, permanenza nella dodicesima edizione del GF. E’ Roma, però, la città italiana che per prima ha ospitato questa storica esibizione, e più precisamente il Micca di via Pietro Micca, che ospita ancora una volta la kermesse.
La locandina del Burlesque festivalLa locandina del Burlesque festival
PERFORMANCE MA ANCHE CORSI - Il club dell’Esquilino, da anni, è il palcoscenico delle migliori performance in circolazione nel panorama internazionale e anche questa volta promette una variopinta rassegna. Il Rome Burlesque Festival arriva più trionfante che mai con striptease, cabaret, musica dal vivo, workshop (corsi brevi), mostre, photo shooting, Burlesque Market, e performance mozza fiato.

Dixie RamoneDixie Ramone


LUNA ROSA E DIXIE RAMONE - Artisti internazionali per ammaliare il pubblico del Micca: Miss Exotic World, Julie Atlas Muz da Detroit; dal Regno Unito l’ispirazione vintage di Luna Rosa e i capelli rossi e pelle d’avorio di Billie Rae, con la sua interpretazione bohemienne, richiamo a piume e pizzi anni ’20. A rappresentare la capitale Dixie Ramone, vincitrice del Dixie Evans Burlesque Festival di Las Vegas. Dall’accademia dell’Arte del Burlesque, le nuove star. Candy Rose, sguardo magnetico, sorriso accattivante, corpo tutte curve. E ancora Sophie D'Ishtar, femme fatale stile caffè parigino, ed Ines Boom Boom, performer dalle forme burrose e la voce penetrante, capace di evocare dive come Aretha Franklin e Carmen Miranda. Direttamente dal Velvet Cabaret, il Sior Mirkaccio e la performance di Lily Rouge, intrigante volto della scena burlesque romana. Presenterà le bellissime artiste il direttore artistico del Micca Club Alessandro Casella.
Benoit Viellefon Benoit Viellefon
MUSICISTI VINTAGE - La prima sera le esibizioni sul palco saranno animate dalla musica dal vivo de I Velvettoni e il cantante/pianista più eccentrico della scena vaudeville londinese: Joe Black. Venerdì e sabato Benoit Viellefon & His Orchestra, con una special guest: Suri Sumatra, burlesque performer e cantante londinese. Tutti i musicisti sono tra i più raffinati esponenti della musica dance vintage, con un repertorio dallo stile classico degli anni 1920, ’30 e ’40. Domenica si chiude con un pomeriggio particolarmente mielato: il tè con... Julie Atlas Muz, un incontro esclusivo con tè, pasticcini ed un mercatino solo a tema burlesque.

da www.roma.corriere.it pubblicato il 14dicembre2011

giovedì 12 gennaio 2012

Bobbie Burlesque & Sophia Sirena


da www.youtube.com - brucemcintosh43

Il re del boylesque: "Sono la quota azzurra in un mondo dominato da donne."

di  Alice Politi
                photo courtesy of Agnes Weber


Di professione fa il "boylesquer", ovvero il performer di spettacoli burlesque. Niente a che vedere, però, con le drag queen: i boylesquer non si vestono da donna. Milanese, trentenne, Alan Debevoise è stato il primo a introdurre in Italia il lato maschile del burlesque, che declina gli atti delle artiste femminili ispirandosi a grandi uomini del passato o del proprio immaginario. Il 15 luglio si esibirà alla Maison Espana di Milano. L'abbiamo incontrato.
"Boylesque", un termine che in Italia suona piuttosto nuovo…
«In realtà, nasce in Inghilterra come side show degli spettacoli neo burlesque e cabaret. È una forma espressiva volutamente ironica, con un gioco di parole il boylesque "si burla" del burlesque, ma camminando di pari passo».
Come si diventa boylesquer?
«Non esiste una formazione accademica. Io non provengo dalla danza, sebbene abbia mosso i primi passi con gli insegnamenti di Mitzi Von Wolfgang della Burlesque School di Milano e di Gypsy Charms delMinistry of Burlesque di Londra. Due anni fa sono entrato in questo mondo come presentatore per l'agenzia Les Vedettes di Milano, che rappresenta le regine mondiali del panorama Burlesque. Sono state proprio loro a spingermi ad intraprendere questa carriera insegnandomi i trucchi del mestiere».
L'aspetto più piacevole di questa professione?
«Il respiro internazionale che si vive nei backstage. A differenza delle artiste italiane, spesso animate da invidie e gelosie, le performer con cui ho lavorato, famose in tutto il mondo, sanno comportarsi con umiltà senza manie di divismo. Amo molto anche il rapporto con il pubblico, non resto mai fermo sul palco, scendo fra la gente e mi diverto per tutta la durata del mio numero con chi ha pagato un biglietto per vedermi. Credo che sia un dovere di ogni artista quello di rendere partecipe il proprio pubblico».
Cosa si aspetta il pubblico?
«Cinque minuti di divertimento. Il mio pubblico non brama per vedermi togliere i pantaloni, ma per arrivare in fondo alla storia che rappresento in ogni atto. Senza un concept, il numero sarebbe un semplice spogliarello. I miei personaggi hanno sempre un perché che li spinge a uno stip-tease. È la concezione britannica del Burlesque: senza trama un numero non potrebbe stare in piedi!»

Donne e uomini: chi segue maggiormente gli spettacoli?
«Il pubblico è equamente suddiviso, ma di solito sono gli uomini a farmi i complimenti dopo le esibizioni. Perché non mi metto in competizione sfoderando un fisico palestrato e inarrivabile. Sono uno di loro che è salito sul palco per cimentarsi in un ambito tipicamente femminile. La mia è una sorta di parità dei sessi al contrario, porto una quota azzurra in un mondo fatto di donne bellissime!»
Il complimento che ti ha fatto più piacere?
«Nell'aprile 2011 mi sono esibito alla prestigiosa London Burlesque Week, il festival più famoso a livello internazionale. Fra il pubblico del rinomato Madame Jojo's a Soho era seduta Cherry Shakewell, celebre performer inglese (sarà anche nel cast del sequel su Sherlock Holmes, accanto a Jude Law e Robert Downey jr, ndr) e una delle mie migliori amiche. Nel backstage mi ha sussurrato di essere orgogliosa di me e del lavoro fatto sul mio personaggio. Mi sono commosso».
Uno show burlesque può essere "terapeutico" per chi lo interpreta?
«Esibirsi in uno show burlesque aiuta nella concezione di sé, dei propri limiti ma anche delle proprie potenzialità. Sei da solo sul palco e devi spogliarti, metterti a nudo in un numero creato dall'inizio alla fine (costumi, musiche…) da te stesso. Se parte l'applauso significa che stai facendo un buon lavoro. In alcuni momenti della vita ognuno dovrebbe aver diritto a un applauso».
Vale anche per chi fa da spettatore?
«Assolutamente sì. Sulle passerelle sfilano donne dai fisici mozzafiato. In tv passano spot con modelli in costume da bagno che sembrano scolpiti nel marmo. Negli show burlesque si può dare spazio a ogni tipo di fisicità e di bellezza. Fra il pubblico c'è sempre qualcuno che si identifica nell'artista sotto i riflettori e una volta a casa ci si spoglia con più facilità, senza più aver paura dello specchio!».

Cos'è per te la seduzione?
«La gestualità che ognuno di noi possiede. Esistono diversi tipi di gestualità, quelle più pacate, quelle più marcate. Alla stessa maniera esistono diverse tipologie di seduzione. L'importante è non mostrarsi mai affettati o calcolati. O trascurati. La prima persona che si deve sedurre siamo noi stessi, se manca questa presa di coscienza difficilmente si potrà risultare attraenti al resto del mondo».

da www.style.it  pubblicato il 22giugno2011