di Adriano Santoro
E se uscissimo da tutta questa routine che va avanti da più di mezzo secolo, facendo un giro fuori dalle orbite di schermi al plasma e divani massaggianti? Potremmo imbatterci in donne vere, fatte di carne e di sangue, che si atteggiano a dive tra scintillanti paillettes, piume, collant, parrucche, bustiers e make-up esagerati, facendosi vanto anche dei propri difetti. Donne al di sopra, a volte anche molto al di sopra, della taglia 38 che difficilmente si vedono sulle cover delle riviste di moda, ma che sono quelle che ci giriamo a guardare se le incrociamo per strada. Le taglie 40, per strada, manco si vedono!
Le donne di siffatta reale bellezza le potremmo trovare al Micca Club: la mecca del burlesque in Italia. Un luogo immerso nel centro di Roma –in via Pietro Micca 7A, nei pressi di porta Maggiore, fermata Manzoni- dove il divertimento è assicurato. Non appena si scendono i gradini dell’accogliente chiocciola di vetro si entra infatti in un sotterraneo mondo fantastico dove si mescolano il Moulin Rouge, il Piper, l’Hernando’s Hideway e il Cabaret Voltaire e dove personaggi strambi alla consolle alternano le loro performance musicali ricercate in ogni spazio e in ogni tempo. E tra luci ed altalene, nani e ballerine, dandy e figli dei fiori, drink e stuzzichini, coquettes e maharaja , odalische e intellettuali, nei disegnati e calze con la riga nera, valchirie e sirene, eunuchi e folletti, velluti e giaguari, nacchere e chiffons… si consumano le serate di una Dolce Roma immersa nelle sue segrete.
E se per seguire le vicende tv di Belen e le altre, ci siamo persi le serate del Micca Club, siamo ancora in tempo per non perderci l’ultimo appuntamento. Il 1° giugno ci sarà il Micca Closing Party: l’arrivederci del locala di Via Micca alla prossima stagione – che ripartirà a settembre – con libero ingresso all’ora dell’aperitivo (dalle 20 alle 22.30) e Dj set di Alessandro Casella, DandywOlly, Viktor Uolf, Silver Boy, Lalla Hop… e cantanti… e performer… e artisti… e giganti… e ballerine… e …
da www.adrianosantoro.blogspot.com pubblicato il 30.5.2012



