Burlesquelife intervista in anteprima la scrittrice e giornalista Lorenza Fruci, autrice del libro BURLESQUE, edito da Castelvecchi. In libreria dal 9 febbraio!
Cos’è il new burlesque? Qual è la sua storia? Chi sono le sue interpreti più rappresentative?Il libro di Lorenza Fruci racconta l’epopea di questa singolare forma di spettacolo e la sua affermazione negli anni Novanta, il suo carattere di fenomeno sociale e culturale e la sua contaminazione con le altre arti. Una vicenda appassionante, dove, al di là della significativa eredità del passato, il ritorno del burlesque a cui assistiamo oggi si spiega sottolineando l’importanza di diversi fattori culturali. L’ondata vintage che ha influenzato la moda recente, prima di tutto. E poi significativa reazione alla pura e semplice pornografia, giudicata lesiva della dignità femminile e comunque troppo invadente. Perché il new burlesque si rifà al burlesque tradizionale per quanto riguarda le scenografie, le coreografie e l’ironia di base, ma si esprime attraverso le culture attuali con le quali si è andato a fondere diventando un genere a sé stante e facendosi portavoce di una nuova visione della donna, finalmente padrona del proprio corpo e dei propri sentimenti.
D: Come nasce il tuo interesse verso il Burlesque
R: Ho scoperto il burlesque per lavoro, quando mi è stata affidata una ricerca su questo genere di spettacolo in occasione del Napoli Teatro Festival del 2008. Confesso che, all’epoca, non ne sapevo quasi nulla e, una volta capito di cosa si trattava, me ne sono innamorata. Mi è piaciuta l’ironia che c’è alla base di ogni show e il tipo di femminilità che il burlesque propone. Tra i primi che ho visto esibirsi, Dirty Martini e Roky Roulette ed è stato divertentissimo.
R: Ho scoperto il burlesque per lavoro, quando mi è stata affidata una ricerca su questo genere di spettacolo in occasione del Napoli Teatro Festival del 2008. Confesso che, all’epoca, non ne sapevo quasi nulla e, una volta capito di cosa si trattava, me ne sono innamorata. Mi è piaciuta l’ironia che c’è alla base di ogni show e il tipo di femminilità che il burlesque propone. Tra i primi che ho visto esibirsi, Dirty Martini e Roky Roulette ed è stato divertentissimo.
R: Dopo essermi documentata, ho scoperto che c’era una lunga storia dietro a questi show che sarebbe stato interessante raccontare, soprattutto qui in Italia (perché in Inghilterra e in America ci sono già diversi testi che trattano l’argomento). Ho impiegato due anni prima di trovare una casa editrice interessata a pubblicare questo testo: probabilmente gli editori non avevano capito quale fenomeno di successo sarebbe diventato il burlesque anche in Italia. Oggi non è più un argomento di nicchia.
R: Con nessuna. Di ognuna di loro apprezzo le peculiarità che le rendono “altro” rispetto alle altre. Anche io mi sento sempre “altro” rispetto alle altre donne. Quindi credo di identificarmi più con lo “spirito burlesque” che con qualche performer in particolare.
D: Lorenza, la femminilità e la seduzione
R: Mi piace raccontare il mondo delle donne, il loro punto di vista e la loro vita, il loro essere femmine. Anzi, il nostro essere femmine. E per questo mio interesse, raccolgo “naturalmente” storie, confessioni e pensieri sia di uomini che donne che ancora oggi stentano a capirsi non parlando lo stesso linguaggio. Nel mio lavoro metto un po’ di me come professionista e come donna. La seduzione è uno degli strumenti del linguaggio attraverso il quale uomini e donne spesso comunicano (o provano a comunicare a volte in maniera fallimentare).
D: Progetti futuri
R: Per quanto riguarda il burlesque: una trasmissione radiofonica e un testo teatrale che mi vedrà nei panni della MC. Per quanto riguarda la scrittura, invece, un saggio sulla vita del fotografo Helmut Newton che val la pena raccontare per la sua personalità singolare e per il suo particolare senso della vita e delle cose. A seguire il mio esordio nella narrativa. Credo che, per ora, possa bastare …
da www.burlesquelife.com 31gennaio2011





